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Doing Buisiness 2018. L'Italia sale di quattro posizioni

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La posizione dell’Italia nella classifica che misura la qualità e l’efficienza dei trasferimenti immobiliari (in cui vengono direttamente considerati anche aspetti relativi all’attività notarile) migliora di un’ulteriore posizione e si conferma ai primissimi posti della graduatoria (con un miglioramento di 0,01 punti percentuali dell’indice standardizzato DTF che descrive la distanza dalla top performance).

Anche l’indicatore relativo alla costituzione societaria mostra una sostanziale stabilità e un miglioramento DTF di 0,02 punti percentuali. Gli indicatori DTF (indici che misurano con maggiore coerenza le variazioni degli indicatori rispetto ai paesi con le migliori performance) dei settori in cui è coinvolto il notariato confermano dunque il contributo positivo del notariato alla competitività del paese e contribuiscono al miglioramento di 4 posizioni nella classifica generale Doing Business.
 
A partire dal 2013 l’Italia ha recuperato circa 24 posizioni nel settore Starting a Business (Costituzione Societaria) anche grazie al positivo contributo del Notariato per la semplificazione della costituzione societaria sia in termini di celerità di costituzione (stipula dell’atto costitutivo e adempimenti necessari nello stesso giorno) sia di garanzia dei dati recepiti telematicamente e in maniera immediata dal registro delle imprese.
 
Per quanto riguarda i trasferimenti immobiliari, l’indicatore relativo alla qualità dell’infrastruttura di registrazione immobiliare tiene ora conto anche dei controlli notarili e della qualità del sistema giuridico. Tale indicatore si aggiunge alle componenti quantitative e contribuisce a determinare lo score finale.  Se si tiene conto dell’aspetto puramente qualitativo dei trasferimenti immobiliari, l’Italia (con uno score di 26,5 punti su 30; di gran lunga superiore a Belgio 22,5 Germania 22, Spagna 22,5 e Svizzera 23,5 e alla media OCSE 22,7 dei paesi ad alto reddito) si conferma anche quest’anno nella parte altissima del rango mondiale.
 
Tale score si riflette anche sul rank finale dell’indicatore Registering Property (che sintetizza gli aspetti qualitativi e quantitativi) nel quale l’Italia dopo un recupero di 60 posizioni a partire dal 2012 (grazie alla trasmissione telematica degli atti gestita dal notariato) si conferma nella parte alta al 23 posto (migliorando il punteggio DTF di 0,01 punti percentuali).
 
L’adozione di un indicatore qualitativo anche per il settore societario, comporterebbe sicuramente ulteriori miglioramenti nel rango Starting a Business, che attualmente non tiene conto dell’infrastruttura di altissima qualità dei registri delle imprese e dell’interconnessione telematica con gli uffici notarili che effettuano i dovuti controlli di legalità al momento della costituzione societaria (modello di eccellenza in Europa al quale si sono ispirati anche Francia, Belgio e Germania).
 
La Banca Mondiale ha firmato nel 2016 un accordo di cooperazione con l’UINL (Unione Internazionale del Notariato) che fornirà consulenza privilegiata nelle materie di propria competenza anche nell’ottica di migliorare il rapporto DB con indici relativi ad aspetti qualitativi e di sicurezza giuridica delle transazioni.